Il web può rappresentare una sorta di neo-scrittura, in due modi diversi ma convergenti.
1. non è più possibile dire che scripta manent, nel web la scrittura è volatile, non nella stessa misura dell'oralità, ma di sicuro senza la garanzia di persistenza. Un libro stampato non può essere alterato, al più distrutto o ristampato, ma potrebbero esserci sempre le copie originali. Una pagina web, invece, può essere modificata in qualsiasi momento, oppure può essere cancellata da chi gestisce il servizio, senza avvertimenti e senza traccia. Chiunque può copiare una pagina web e anche modificarne i contenuti.
2. L'audio-visivo perde nel web la sua dimensione neo-orale. Per es. un video su youtube rappresenta un documento a disposizione per una ripetuta consultazione, esattamente nei termini della scrittura. Documenti audio-visivi e sonori si trovano sul web nella stessa natura di relativa permanenza di un documento scritto.
Tutto ciò permette al web 2.0 di essere struttura non non per pagine ma per conversazioni secondo una dinamica che non è molto fluida, ma nemmeno rigida come quella della tradizionale scrittura. Queste conversazioni sono fatte soprattutto di parole, ma possono contenere molti altri elementi: audio - video - qualsiasi cosa che possa essere ospitata su supporto informatico - applicazioni di ogni genere. Infine, in questo tipo di conversazione c'è la possibilità del dialogo in tempo reale, l'opportunità di ottenere risposte in tempi brevi e la possibilità di rivolgersi sia a persone specifiche che a gruppi ristretti o allargati.
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