"That which doesn’t kill us makes us stronger"




domenica 4 ottobre 2026

L’Intelligenza Artificiale può sostituire un coach?

L’Intelligenza Artificiale può sostituire un coach?

È una domanda che probabilmente ci porremo sempre più spesso.

L’AI è già capace di aiutarci a organizzare pensieri, analizzare situazioni, formulare domande, individuare alternative e persino accompagnarci in alcuni processi di riflessione.

E allora, che spazio rimane alla relazione umana?

Credo che proprio qui ci sia uno dei temi più interessanti dei prossimi anni.

L’Intelligenza Artificiale può diventare uno straordinario strumento di supporto allo sviluppo delle persone. Può ampliare le possibilità di apprendimento, rendere alcuni percorsi più accessibili, favorire l’auto-riflessione e aiutare professionisti e manager a osservare problemi e decisioni da prospettive diverse.

Ma il coaching non è soltanto una sequenza di domande efficaci.

È ascolto, relazione, fiducia, consapevolezza, responsabilità e cambiamento.

Per questo trovo più interessante chiedermi non se l’AI sostituirà il coaching, ma:

come cambierà il coaching quando impareremo a utilizzare bene l’Intelligenza Artificiale?

Sto approfondendo entrambi questi mondi – AI e sviluppo delle persone – e trovo particolarmente stimolante esplorare i punti nei quali tecnologia e dimensione umana possono rafforzarsi reciprocamente.

Forse la vera sfida non sarà scegliere tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza Umana, ma imparare a farle lavorare insieme.

#ArtificialIntelligence #Coaching #Leadership #PeopleDevelopment #DigitalTransformation #Learning #FutureOfWork

domenica 15 settembre 2024

Un viaggio #digitale nell'antico #Egitto

Una cultura e un'epoca che noi possiamo solo sognare, l'antico Egitto e i suoi grandi personaggi. Edifici monumentali, incisioni, dipinti,  arte, mitologia e resti archeologici...l'Egitto al tempo dei Faraoni nasconde molti segreti emozionanti affascinanti che mantengono viva l'immaginazione degli artisti.
Un un favoloso viaggio al tempo dei faraoni nell'antico Egitto a #Parigi all'atelier del Lumières  per scoprire i tesori delle piramidi.
Da Khufu a Ramses II e Tutankhamon, in numerosi sovrani che hanno rivelato la loro ricchezza e il loro potere.  Piramidi, monumenti, tombe, un viaggio  #digitale in questa civiltà eterna! 






sabato 21 ottobre 2023

Education 2.0 e nuovi modelli educativi



Gigantium humeris insidentes

(Bernardo di Chartres)



Ogni progresso della scienza si costruisce sulla base della tradizione precedente. La vera rivoluzione di questo terzo millennio è che a tutti i livelli nessuna istituzione no profit può pensare di sopravvivere operando con modalità chiuse, standardizzate e senza attivare un’apertura al suo interno e al suo esterno che è la chiave fondamentale per instaurare con le persone rapporti di fiducia.

Il tema dell’education 2.0 si pone al centro dei nuovi modelli educativi e collaborativi. Far emergere, diffondere e sviluppare proprio Know-How è l’obiettivo centrale di ogni organizzazione. Allo scenario sopra descritto si è aggiunta la crisi economia e sociale generata dalla pandemia, dopo un primo momento di smarrimento le grandi organizzazioni si sono attrezzate per trasformare la gestione della crisi in opportunità.

L’adozione di soluzioni digitali ed esterne da parte delle Università non ha precedenti. In questo contesto gli ebook diventano strumenti per condividere la missione, la cultura e i valori di un’istituzione, potenziando anche il dialogo e l’interazione con la propria audience. Papa Ratzinger nel 2010 durante la giornata mondiale delle comunicazioni affermava: “Quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni più intense il mondo digitale amplierà i propri confini tanto più il sacerdote sarà chiamato ad occuparsene pastoralmente” Papa Francesco nel 2014, sempre durante la giornata mondiale delle comunicazioni affermava: “come si manifesta la “prossimità” nell’uso dei mezzi di comunicazione e nel nuovo ambiente creato dalle tecnologie digitali? Trovo una risposta nella parabola del buon samaritano, che è anche una parabola del comunicatore. Chi comunica, infatti, si fa prossimo.

E il buon samaritano non solo si fa prossimo, ma si fa carico di quell’uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada.  In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri. In particolare internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti. I principali vantaggi dell’ebook: Gli e-reader possono contenere contemporaneamente moltissimi libri, quindi sono comodi per chi vuole portare con sé molti titoli viaggiando “leggero”. Il numero di ebook che un e-reader può contenere varia in base al modello e alla memoria: in generale però i dispositivi in commercio ora ne possono contenere almeno 1000; Acquistare e scaricare gli ebook e di averli disponibili in pochi minuti; Impostare le caratteristiche del testo (font, grandezza, spazio tra le righe, eccetera); Leggere anche al buio o in penombra (nei modelli, sempre più diffusi, dotati di luce frontale regolabile); Cercare sul dispositivo una definizione o tradurre una parola straniera (la maggior parte ha integrato uno o più dizionari).

Negli ultimi anni, secondo un rapporto annuale dell’Associazione Italiana Editori (AIE), il mercato degli ebook in Italia è cresciuto di circa il 27 per cento rispetto agli anni precedenti al 2000. A favorire la crescita – come anche quella relativa agli acquisti di libri online – è stata la chiusura temporanea delle librerie dovuta alla pandemia, esi ritiene che questa situazione possa aver in parte modificato le abitudini di alcuni lettori, avvicinandoli a un formato precedentemente meno considerato. L’apra è in linea con il processo di digitalizzazione che permette la diffusione del propri ebook i n tutto il mondo.




sabato 2 gennaio 2021

Considerazioni dopo un anno di #pandemia e di guerra contro il #covid

In un anno di pandemia la maggior parte delle attenzioni e delle risorse sono state rivolte all'emergenza sanitaria e al disastro economico.

L'individuazione di queste due priorità è stata un'azione indispensabile, necessaria, coerente, giusta e legittima. La prima cosa a cui pensare è stata e dovrà continuare ad essere la capacità ricettiva degli ospedali, non solo per i malati di covid ma per le persone affette da qualsiasi patologia e bisognose di qualsiasi assistenza ospedaliera completa. Il ristoro economico verso le persone e le categorie danneggiate dalla pandemia è stato altrettanto indispensabile e dovrà continuare ad essere una assoluta priorità.

Tuttavia è altrettanto evidente che ci sono due conseguenze della pandemia che, al momento, sono abbastanza trascurate: 

- le conseguenze psicologiche della guerra al covid;

- l'impoverimento intellettuale.

Il tema psicologico riguarda in prima battuta la paura verso la traiettoria della malattia: il contagio, la paura del ricovero in ospedale, la solitudine, il timore di non essere curati nel modo migliore a causa dell'affollamento delle strutture ospedaliere e per lo lo stress a cui è sottoposto il personale medico/sanitario, e quindi, conseguentemente la paura di morire. Se va bene, la paura degli strascichi che il virus potrebbe lasciare. Ma gli aspetti psicologici vanno ben oltre la paura nei confronti della traiettoria della malattia e sono inerenti a traumi che derivano da:  chiusura coercitiva, restrizione sociale, impossibilità di viaggiare, paura del contagio, convivenze forzate. Possiamo continuare....la sospensione di qualsiasi iniziativa di sviluppo personale e/o professionale, la sospensione di progetti e iniziative finalizzate alla costruzione, per esempio, di una famiglia, la sospensione delle attività ricreative sportive, l'impossibilità di progettare e pianificare....ecc...ecc...Molti sono consapevoli di questi effetti, ma la sola consapevolezza, non accompagnata da un processo di elaborazione, non serve ad individuare strategie risolutive o strumenti di supporto. 

Il tema dell'impoverimento intellettuale, che significa non nutrirsi di arte, qualsiasi forma di arte, poiché musei, teatri, stadi, mostre, cinema, concerti sono inibiti, riguarda tutti e riguarda soprattutto i nostri bambini e ragazzi, che a scuola hanno subito il blocco di gite e viaggi, hanno visto improvvisamente sospese tutte le iniziative culturali e ricreative. Già la scuola....l'istituzione che con l'arrivo della pandemia si è dimostrata in assoluto la più rigida e resistente al cambiamento, ripiegata esclusivamente sull'osservazione delle norme burocratiche ed incapace, nella quasi totalità dei casi, di sviluppare soluzioni alternative e innovative finalizzate a sostenere bambini e ragazzi nell'enorme perdita che stanno subendo in quest'epoca di guerra.

L'istituzione scuola, primaria e secondaria, è stata incapace di produrre pensiero e sviluppare una nuova cultura a seguito dell'esplosione di una guerra biologica; in un'epoca dove nulla sarà come prima, la scuola né accompagna e nè sostiene i nostri ragazzi e bambini al cambiamento necessario, venendo meno alle responsabilità etiche che invece le competono.

E' opportuno calibrare con maggiore equilibrio la gestione delle prime due priorità (emergenza sanitaria e ristoro economico) con gli effetti psicologici e l'impoverimento intellettuale, con l'obiettivo di evitare un "impoverimento sociale collettivo".

Aspettarsi sempre qualcosa da qualcun altro, (per es. chi ci governa), non è l'unica soluzione, ma possiamo anche incominciare da noi stessi.







mercoledì 22 aprile 2020

Le priorità del sistema scolastico

A metà aprile, 191 paesi avevano chiuso tutte le loro scuole primarie e secondarie, colpendo quasi 1,6 miliardi di bambini. 

Il passaggio all'apprendimento remoto è stato irregolare. 
Alcuni sistemi sono stati in grado di formare insegnanti, implementare l'apprendimento remoto e creare servizi di supporto agli studenti in meno di una settimana. Altri sono ancora in difficoltà, vincolati dalla mancanza di accesso alla tecnologia o alle competenze del suo utilizzo. 
Affrontare queste disuguaglianze in un ambiente di apprendimento remoto è una sfida complessa. I sistemi scolastici devono adattarsi in molte dimensioni, al servizio degli studenti provenienti da una varietà di contesti. La vulnerabilità si presenta in molte forme: gli studenti a basso reddito, gli studenti immigrati, gli studenti con bisogni speciali, gli studenti più o meno raggiungibili dai sistemi di connessione. 

Non esiste un quadro chiaro di quanto tempo dovrà continuare un modello di apprendimento prevalentemente remoto. 

Quindi ci sono quattro priorità per i sistemi scolastici: 
  1. garantire il mantenimento della salute e della sicurezza di studenti, personale e comunità;
  2. ottimizzare l'apprendimento degli studenti;:
  3. supportare gli insegnanti e il personale scolastico; 
  4. stabilire una solida base operativa e finanziaria. 

In ogni caso, le questioni relative all'equità - ovvero garantire che siano soddisfatte le esigenze dei più vulnerabili - dovrebbero essere sempre al centro dell'attenzione anche dopo il ritorno degli studenti a scuola.

Mentre la curva iniziale del coronavirus si appiattisce, i governi e i sistemi scolastici devono fare delle scelte difficili su quando e come riaprire le scuole e con quale serie di protocolli di salute e sicurezza. Mentre lo fanno, può emergere una serie diversa di studenti e personale vulnerabili, ad esempio quelli che vivono con famiglie anziane o famiglie con compromissione immunitaria e quelli che sono particolarmente sensibili alle infezioni stesse. Sarà quindi necessario sostenere una qualche forma di apprendimento remoto, anche dopo che le scuole riapriranno le loro porte. Forse gli insegnanti più anziani o immuno-compromessi possono continuare a lavorare in sicurezza da casa per mantenere l'apprendimento remoto per gli studenti che non sono in grado di tornare a scuola.
Con molti genitori senza lavoro o costretti a indebitarsi, le scuole possono anche avere a che fare con vulnerabilità economiche più ampie e rispondere attraverso programmi specifici.
Anche in tempi di crisi, l'educazione conta. Fornire istruzioni di qualità è chiaramente una sfida nelle circostanze attuali; è necessario implementare i sistemi tecnologicamente avanzati sono in grado di implementare l'apprendimento online sincrono e asincrono.
L'imperativo in questo momento è quello di diffondere l'apprendimento remoto a quanti più studenti possibile, con particolare attenzione agli studenti e alle scuole più vulnerabili.
Dove c'è accesso ai dispositivi, connettività internet è possibile almeno iniziare creare processi per favorire il miglioramento continuo
Supportare i genitori è un pezzo fondamentale di questo puzzle. Molti genitori stanno bilanciando le proprie responsabilità di lavoro a distanza con aiutare i bambini con i compiti a scuola; altri hanno perso il lavoro e stanno lottando per rimanere a galla. Le scuole possono aiutare semplificando le cose per i genitori: comunicazioni chiare con ciò che è previsto e richiesto e le linee guida passo-passo sono molto utili. 
La valutazione è un altro tema complesso in queste circostanze;
qualunque sia l'approccio adottato, l'equità deve far parte del processo e occorre prestare attenzione a non istituzionalizzare i pregiudizi esistenti.

La profondità e l'ampiezza di queste tematiche diventeranno  ancora più evidenti quando gli studenti torneranno a scuola. 
La regolazione intelligente ed attenta del calendario scolastico potrebbe aiutare.

Saranno tutti temi da affrontare giorno dopo giorno, nella consapevolezza che il cambiamento è in atto ed inarrestabile.




venerdì 10 aprile 2020

Qualche policy e criterio di riferimento per applicare un corretto smart working


I criteri di flessibilità imposti dai processi di trasformazione digitale favoriscono l’introduzione del lavoro agile (o smart working) nelle organizzazioni. 

Si tratta di una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordi tra il dipendente e il datore di lavoro. E’ una modalità che genera vantaggi per entrambe le parti: l’azienda può liberare postazioni nei suoi uffici per dedicarle ad altre attività risparmiando sui costi mentre lo smart worker, lavorando da casa, concilia i tempi di vita e lavoro, oltre a risparmiare i costi e i tempi di trasferta verso l’ufficio.Per attuare un modello efficace di smart working occorre concentrarsi su tre aspetti fondamentali:

  • Layout fisico: anche le postazioni domestiche dove si fa smart working devono essere in linea con le normative vigenti, per garantire ergonomia e sicurezza;
  • Strumenti ICT: l’utilizzo di strumenti di enterprise social collaboration (chat, sistemi di videoconferenza, aree virtuali di lavoro condivise) è fondamentale per garantire relazioni costanti tra lo smart worker e i colleghi presenti in ufficio;
  • Policy e comportamenti: occorre definire in modo preciso regole e comportamenti per garantire la massima confidenzialità sulle informazioni condivise online e la massima efficacia nelle relazioni a distanza che saranno attuate dallo smart worker con i suoi colleghi in ufficio, e viceversa.
La regolamentazione delle attività e delle procedure previste per lo smart working è indispensabile anche per abbattere i possibili rischi di un utilizzo non corretto di questa nuova forma di lavoro: isolamento sociale della risorsa, difficoltà di coordinamento con i colleghi, dilatamento degli orari effettivi di lavoro anche in orario serale o notturno, e mancanza di controllo sulle attività svolte possono compromettere l’efficacia dello smart working, se non addiritutra generare impatti negativi sulle risorse coinvolte e, a cascata, su tutta l’organizzazione. Per questo anche gli aspetti legati al corretto work-life balance devono essere regolati con particolare attenzione.

L’attuazione dello smart working nelle organizzazioni segue tre fasi:

  • Sperimentazione: questa prima fase parte con una indagine interna che evidenzia quali sono le business unit che possono allocare in smart working le loro risorse interne. Si procede ad un assessment per individuare quali risorse coinvolgere, in base alle loro attitudini personali e alle competenze informatiche. Infine, le risorse individuate vengono coinvolte nella sperimentazione del progetto pilota, monitorando aree critiche e vantaggi in termini di produttività personale e aziendale;
  • Roll-out: una volta che il progetto pilota viene consolidato nei suoi aspetti organizzativi e nelle risorse coinvolte, si procede con fasi successive di estensione del numero di persone coinvolte nel progetto;
  • A regime: Infine, il progetto viene esteso a tutte le risorse eleggibili, e si procede al suo perfezionamento in corso d’opera.