La lega si riunisce a Pontida: ci sono i Bossiani, i Caldoroliani, i Maroniani, i Castellani....Ma non ci hanno sempre detto di essere un unico gruppo che rappresentava la voce del Nord? Invece ora ci sono le correnti, i distinguo, i non so, le rappresentanze politiche, la necessità di ribadire la leadership del "Capo".
Parla Bossi, "Il Capo" lo chiamano i suoi "collaboratori". La solita, vecchia, noiosa liturgia, cantata con un linguaggio scientificamente padano e minaccioso, ma al punto giusto. Una liturgia anche equilibrata e compassata, recitata in modo da accontentare il suo popolo e allo stesso tempo non scomodare più di tanto i palazzi romani, dove i big leghisti, lontani dal loro popolo e dalle loro liturgie, hanno conquistato tante poltrone, che faticano a lasciare. Il "Capo" dà ai suoi fedeli la liturgia che essi si aspettano.
Il loro popolo un po' fischia e un po incita alla secessione. I Ministri leghisti accompaganano, al grido di secessione, padania libera, ma da lunedì saranno a Roma nelle auto blu e nei palazzi romani, ad alimentare quei costi della politica contro i quali inneggiano, con slogan e propaganda.
I leghisti sono a pieno titolo nelle stanze dei bottoni, ma oggi bisogna scaldare il popolo e recuperare credibilità e voti, quindi non importa se si parla come gli oppositori più fieri del governo
Da un lato la secessione, dall'altro lato la voglia di Maroni Premier, contraddizioni evidenti e tangibili.
Da un lato il gota leghista propone quattro Ministeri al nord, dall'altro lato il gota del PDL romano, alleato di governo, presenta mozioni in parlamento e raccoglie firme contro la proposta.
Vogliono mangiare solo padano, ma frequentano tutti i ristoranti e i salotti romani.
Si lanciano ultimatum, non si capisce bene a chi e, soprattutto, non è chiaro quando scadono; ma il popolo leghista arrivato con i trattori a Pontida finalmente è felice, ha celebrato la messa preferita.
Tra qualche giorno tutto sarà dimenticato e sarà uno dei tanti ricordi del triste crepuscolo che sta chiudendo un'epoca politica,
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